La mia Esperienza da Au-Pair a Londra

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Oggi intervisteremo Alba, una ragazza che vive in un villaggio poco lontano da Londra e che ci racconterà i particolari della vita da Au Pair a 27 anni.

“Adoro l’esperienza che sto vivendo e credo di dover fare tutto quello che ho l’opportunità di fare”

Scegliere di essere Au Pair a Londra:

Perché hai scelto l’UK come posto dove iniziare una nuova vita? (E perché proprio questa città)

In realtà niente in particolare mi ha spinta a scegliere Londra, semplicemente credo di averla scelta perché è stato il posto di cui mi hanno parlato meglio in quanto a raggiungimento di obiettivi e aspettative, tra i quali, imparare l’inglese.

Conoscevi già qualcosa di questo paese?

Ci sono venuta una volta a far visita a una mia zia che vive qui, anche se non ho avuto occasione di visitare Londra perché viveva in una città abbastanza lontana. Fu parecchi anni fa, 10 se non ricordo male.

Cosa ti ha spinto a prendere la decisione di fare un passo così grande?

In Italia stavo iniziando a cadere in un circolo da cui credo sarei uscita piuttosto messa male, considerando il fatto che non riuscivo a trovare lavoro. Tutto quello che pensavo era che bisognava venire qui, imparare perfettamente la lingua (o quasi almeno) e provarci di nuovo, visto che, almeno nel mio campo, se non conosci almeno l’inglese sei fregato.

È stato un grande atto di coraggio… Nella vita si deve essere coraggiosi?

Ovvio! Senza alcun dubbio, è stata la migliore decisione della mia vita. Anche se a volte fa paura e costa tanto prendere certe decisioni, una volta che ti sei lanciato e vedi che riesci ad andare avanti da solo, ti senti orgoglioso e capace di fare qualsiasi cosa. È MOLTO gratificante come cosa.

Il giorno in cui hai preso l’aereo… cosa sentivi di star lasciando dietro?

Le due persone che sono la ragione della mia vita, mia madre e mia sorella.

L’ atterraggio in UK:

Cosa ti ricordi della prima volta che sei arrivata in UK?

La parte migliore fu l’accoglienza della famiglia, calorosa e affettuosa. La parte peggiore, il resto. Mi sentivo disorientata, in un posto strano e straniero… semplicemente sentivo che non era il posto mio. Sono stata piuttosto male.

Quali sono stati i tuoi primi passi?

Per quanto riguarda la casa, in quanto Au Pair, non si poneva il problema. Per quanto riguarda la trafila burocratica sono andata al GP a registrarmi, in banca per aprire un conto, a comprare una scheda telefonica, a farmi dare il NIN…è stato tutto abbastanza difficile, e poi avevo un livello di inglese proprio base. Però quando fai queste cose, ti sciogli di più.

Fare l’Au Pair a Londra

Quanto tempo ci hai messo a trovare lavoro da Au Pair?

Per quanto possa sembrare incredibile, meno di un mese. All’inizio di Febbraio ho parlato per la prima volta con la mia famiglia e il 28 dello stesso mese ero già in volo!

È stato difficile trovare un lavoro da Au Pair in UK? Come ci sei riuscita?

Per niente difficile, anche se so che in genere è più difficile di quanto lo sia stato per me. In realtà la famiglia mi ha contattata su childcare.com.

Una volta trovata la famiglia, quali sono stati i passi successivi.

Beh, abbiamo fatto varie chiamate skype, e molte mail per mettere tutto in chiaro. Sono andata dal medico, ho comprato le valigie, la tessera sanitaria, medicine da portar dietro…e festa d’addio!

Il tuo giorno da Au Pair.

La cosa più bella è la confidenza che ho con la famiglia. Siamo abbastanza precisi da ambo le parti, il che rende la convivenza facilissima. La parte migliore sono le bambine, che adoro, e la peggiore, svegliarsi all’alba!!

Come va coi genitori? E coi bambini?

Credo che non sarebbero potuti capitarmi né bambini, né genitori migliori. Le bimbe sono educate, obbedienti, studiose, divertenti, e i genitori molto comprensivi, pazienti (lo ripeto, il mio inglese era atroce), mi aiutano come possono.

Qualche commento sul tuo salario e le condizioni lavorative.

Allora mi sveglio alle 7, faccio colazione con le bambine (che di solito già sono vestite), le porto a scuola e sono libera fino alle 3 e 15 del pomeriggio (scusate, evening hehe) e torniamo a casa. Devo cuocere delle patate, o pasta, cose molto semplici, visto che la madre normalmente fa trovare già tutto pronto. Ceniamo (beh, io pranzo) alle 4, li aiuto con le faccende e alle 5 stacco. Sono circa 20 ore a settimana e il martedì mattina faccio una pulizia generale della casa, che mi prende più o meno due ore in genere. La mia paghetta è di 100 sterline settimanali.

Credi che gli Au Pair italiani vengano ben riconosciuti in UK?

Non saprei con certezza. Io mi sento riconosciuta e valorizzata, anche se da alcune esperienze di cui ho letto, potrei dire anche di no. Però non credo che abbia a che fare con l’essere riconosciuti, piuttosto invece con i valori che ha ogni famiglia di arrivo.

Cosa raccomanderesti a chi sta pianificando di venire in UK a lavorare da Au Pair.

Non stare assieme a persone del tuo paese se sei qui per imparare la lingua. E vivi qui come se fossi britannico. Se vivi qui con la mentalità da italiano, ti seppellisci vivo e finirai col tornare indietro.

Livello di Inglese

Qual era il tuo livello di inglese quando sei arrivata?

In termini accademici non saprei…ma più o meno il livello del diploma o anche meno. Immagina!

Come hai fatto a migliorare?

Ho iniziato con un corso in un’accademia, però appena ho trovato un posto di lavoro a scuola, non sono potuta andare più, e perciò adesso mi limito a vedere serie TV in inglese coi sottotitoli e mi aiuta abbastanza. Anche se quello che fa di più è parlarlo tutti i giorni.

Come hai imparato l’inglese da Au Pair?

Avevo ben chiaro, una volta arrivata, che l’unica cosa che non avrei dovuto fare sarebbe stato stare assieme a gente Italiana (non per niente, ma il perché è chiaro). Così credo che in sei mesi sia abbastanza migliorato. Ho trovato lavoro nella stessa scuola delle bambine come midday supervisor, e così passo tutta la giornata a parlare inglese e sto anche facendo un corso, quindi immagino che i miglioramenti si notino.

Com’è il tuo inglese ora? È ancora un problema?

Beh credo sia migliorato abbastanza, adesso sono capace di farmi capire perfettamente nonostante commetta ancora errori di grammatica, però almeno, capiscono quello che voglio dire. Mi risulta più difficile, per esempio dove lavoro a scuola, capire quando parlano le professoresse. Non so se sia perché ho l’ansia di capire quello che dicono a qualunque costo, o semplicemente perché devo migliorare ancora. (Questo sicuro.)

Godersi Londra

Cosa ti piace di questo paese/città?

La civiltà (vivo in un villaggio e almeno qui è così). La puntualità e il sorriso e la gentilezza della maggior parte della gente.

Cosa fai giorno per giorno? Che ti piace fare?

Il mio quotidiano infrasettimanale è abbastanza ripetitivo, porto le bambine a scuola, poi vado a lavorare a mezzogiorno, le prendo, “ceniamo”, e passo la sera a studiare. Nei weekend dipende, a volte vado a Londra (vivo nella zona 5 perciò non mi va sempre di andarci) o rimango al villaggio a prendere un caffè, vado per negozi, etc.

Puoi dire di essere felice in UK?

Quasi, perché mi manca la famiglia, però sì. Perché mi sento realizzata, orgogliosa di me stessa e vedo che i miei sforzi danno i loro frutti. Niente può ripagare questa sensazione.

Piani per il futuro:

Guarda un po’ indietro… Cos’è cambiato nella tua vita?

Tutto! Prima avevo sempre qualcuno accanto, invece ora devo prendere le decisioni da sola, sbrigarmi le mie cose, ridere e piangere da sola…anche se tutto questo mi ha resa più forte.

Pensi di rimanere altro tempo?

Il mio progetto era solo per un anno, ora di sicuro rimarrò a tempo indeterminato.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

All’inizio restare qui, concludere il corso che sto facendo, e alla fine, cercare di essere ammessa a scuola. Poi Dio lo sa. Anche se per ora non mi ci vedo a passare qui il resto della vita, chissà!

Un desiderio: Che l’Italia migliori.

Consigli per chi sta per mettersi in viaggio:

Il miglior consiglio che possa dare credo sia “sorridere ed essere gentili”, però senza lasciar pensare che possano fregarti o mancarti di rispetto. Adoro l’esperienza che sto vivendo e credo di dover fare tutto quello che ho l’opportunità di fare.