BREXIT: Quali conseguenze per gli Italiani residenti in UK?

Lo scorso 23 giugno 2016 è stato indetto in tutto il Regno Unito un referendum non vincolante circa la possibilitá di lasciare l’Unione Europea, e come ben saprete il risultato vincente è stato BREXIT, ovvero “uscire dall’UE”.

Per questo motivo, se vivi in Regno Unito o hai pensato di trasferirtici nei prossimi mesi, sicuramente ti starai domandando cosa succederá ora. Ho bisogno di un visto? Posso lavorare legalmente? Posso viaggiare con la carta d’identitá o necessito del passaporto? Di seguito analizzaeremo e daremo una risposta a tutte queste domande:

Riassunto: Ad oggi sappiamo solo che, in base al risultato del suddetto referendum non vincolante, in futuro cambierá il rapporto tra Regno Unito ed Unione Europea, ma tale cambiamento, qualunque esso sia, non si verificherá prima di 2 anni.

Fino ad allora, rimarranno intatti i diritti e gli obblighi dei cittadini europei in Regno Unito. Niente è cambiato con il BREXIT e niente cambierá fino a nuovo avviso. E sicuramente non cambierá  molto.

BREXIT: 10 DOMANDE FREQUENTI

1. Posso lavorare legalmente in Regno Unito con un passaporto europeo?

Si, devi solo ottenere il NIN e seguire questi consigli per lavorare in Regno Unito.

2. Necessito del passaporto per entrare in Regno Unito?

No, la carta d’identitá è sufficiente, anche se il passaporto potrebbe rivelarsi utile per altri movimenti, come aprire un conto in banca o ottenere il NIN.

3. Ho necessariamente bisogno di acquistare anche un viaggio di ritorno per avere accesso in Regno Unito?

No, per ora e fino a nuovo avviso, hai diritto a vivere e lavorare in Regno Unito a tempo indeterminate senza dover dare alcuna spiegazione.

4. Dovrò abbandonare il Regno Unito una volta che questo sará definitivamente fuori dall’Unione Europea?

No, il governo ha garantito che qualunque sia la negoziazione con ogni Paese e con l’Europa in generale, i cittadini europei che giá vivono in Regno Unito, non perderanno il loro diritto di risiedere nel paese. Parole chiare del Governo inglese: “There will be no change for EU citizens already lawfully resident in the UK”.

5. Devo ottenere la nazionalitá Britannica?

Come vuoi, ma non è necessario. Se vivi e lavori legalmente in Regno Unito non avrai alcun problema anche se quest’ultimo esce dall’UE. D’altro canto, se hai progetti di vita a lungo termine in Regno Unito e possiedi tutti i requisiti necessari, questo potrebbe essere un passo interessante da fare.

6. Possono negarmi di entrare nel Paese?

Assolutamente no. Se possiedi una valida carta d’identitá o un passaporto europeo e non hai precedenti penali o ingresso proibito nel paese a causa di ragioni criminali, potrai entrare ed uscire liberamente dal paese senza problemi.

7. Cosa succederá ai miei risparmi depositati su un conto corrente britannico?

Niente! Succeda quel che succeda, questo conto bancario è tuo e potrai sempre trasferire i tuoi soldi a un qualsiasi altro conto bancario europeo. Solo tu puoi chiudere tale conto bancario qualora lasciassi il paese e di conseguenza smetteresti di essere un residente dello stesso. Di seguito spieghiamo come aprire un conto corrente bancario in Regno Unito.

8.Cosa succede con i contributi versati alla Previdenza Sociale in Regno Unito?

Dipenderá dall’accordo a cui giungeranno il governo britannico e quello europeo, ma tenendo conto della quantitá di britannici residenti nel resto d’Europa, questo accordo sará molto favorevole e tali contributi saranno di certo trasferiti alla Previdenza Sociale del paese in questione. Esistono giá degli accordi preliminari tra Paesi per assicurare il mantenimento dei rispettivi contributi.

9. Che ne sará della patente di guida europea?

Sicuramente in 2 anni, se continui a vivere in Regno Unito, dovrai convertirla in patente Britannica. Un’operazione facile e veloce.

10. Sto frequentando l’universitá in Gran Bretagna. Cosa succederá al mio prestito studentesco con il BREXIT?

Tutti i prestiti studenteschi validi fino all’anno accademico 2017/2018, sono garantiti dal governo britannico. Non hai quindi nulla di cui preoccuparti. Se invece la tua idea è quella di iniziare l’universitá in Gran Bretagna nel giro di due anni e tutto ciò dipende dall’eventuale concessione di un prestito studentesco, non ti resta che aspettare di vedere cosa succederá alla fine.

Quali cambiamenti comporterá il BREXIT in Regno Unito?

Come abbiamo giá detto, ci vorranno MINIMO 2 anni per sapere con certezza gli effetti di questo referendum sul Regno Unito e come cambieranno i suoi rapport con i singoli paesi facenti parte dell’UE. Nonostante tutto, la cosa più sicura è che la situazione cambierá a malapena, dovuto al fatto che:

1. Lo scarto di voti tra i favorevoli e i non favorevoli all’uscita dall’Unione Europea è stato solo dell’1% e in seguito ha avuto luogo una grande mobilitazione di cittadini che hanno richiesto di ripetere nuovamente il referendum e annullare momentaneamente il risultato appena decretato vincente. Benchè il governo abbia giá confermato che non vi sará un altro referendum, la pressione per non uscire dall’UE è davvero enorme.

2. Il nuovo presidente del paese, Theresa May, è pro-Europa e fece campagna elettorale affinchè il paese non uscisse dall’Unione Europea.

3. I principali leader della campagna favorevole all’uscita dall’UE si sono dimessi o ritirati e qualcuno ha riconosciuto che alcuni dati della campagna erano falsati.

4. La realtá è che l’economia del Regno Unito è in crescita e per questo motivo hanno bisogno di manodopera che fino ad ora proveniva da altri paesi europei. Quindi per quanto potranno esserci delle restrizioni, il Regno Unito ha bisogno di lavoratori europei in tutti i settori.

5. Un milione di britannici vivono permanentemente in Europa. L’accordo post-BREXIT dovrebbe essere benefico per gli europei residenti in UK dal momento che un gran numero di britannici vive e lavora in diversi paesi europei con tanto di pensione, contributi versati, utilizzo della Previdenza Sociale ecc. 

Una volta tenuto conto di tutto ciò, i cambi che potrebbero verificarsi sono:

1. Lavorativo

  • Numero Massimo di visti all’anno ai cittadini di un determinato paese. Questo accade attualmente anche in Australia o in Canada.
  • Necessitá di ottenere un contratto di lavoro da un’azienda o un’agenzia al fine di poter ottenere il NIN.
  • Proibizione di usufruire dei servizi pubblici se il cittadinio non ottiene un lavoro in un periodo di tempo stabilito.
  • Concedere visti solo nei settori in cui si ha necessitá di manodopera, così come avviene in Australia.

La cosa più probabile: finchè l’economia cresce e si ha bisogno di manodopera, il Regno Unito permetterá ai cittadini europei di lavorare senza restrizioni. Ma allo stesso tempo, si assicurano che in caso di recessione, le cose possono cambiare e il numero di NIN rilasciati sará limitato.

2. Sociale

  • Limitare i servizi pubbici ai cittadini britannici ed escludere i residenti benchè abbiano un lavoro. Molto poco probabile.
  • Permettere di usufruire di servizi pubblici e benefits (assegni di disoccupazione) solo a condizione che si abbia un lavoro o un periodo minimo di contribuzione. Molto probabile.
  • Eliminare l’assistenza medica per casi non urgenti, vale a dire invalidare la Tessera Sanitaria Europea. Molto poco probabile. Sicuramente è fondamentale avere un lavoro o la residenza nel suddetto paese o arrivare ad un accordo con il paese di origine affinchè poi paghi la fattura medica. È quasi sicuro che non è necessaria l’assicurazione medica per viaggiare in UK. D’altro canto, l’assistenza medica d’urgenza (pronto soccorso) sará sempre garantita.
  • Contributi: Dipende al 100% dall’accordo che si stipulerá con i singoli paesi, ma sará sicuramente favorevole, almeno per quelli passati.

La cosa più probabile: Niente cambierá con il BREXIT, ci saranno solo delle limitazioni nel giro di qualche anno in quanto vogliono assicurarsi che potrá ricevere qualcosa dallo stato solo chi realmente contribuisce al mantenimento e allo sviluppo dello stesso.

3. Finanziario

  • Aprire un conto bancario solo se si ha un contratto di lavoro (attualmente il passaporto è sufficiente). Molto probabile.
  • Rincaro delle commissioni da pagare per effetuare bonifici internazioni, non facendo più parte dell’accordo europeo SEPA. MA si potrá sempre usare Transferwise.
  • Maggiori difficoltá ad aprire un’impresa? Molto poco probabile, in quanto tutti i paesi vogliono che si investa e si creino posti di lavoro.
  • Tasse: Molti paesi europei e il Regno Unito hanno giá un accordo che prevede una doppia imposizione di tasse che sicuramente non sará modificato.

La cosa più probabile: Il Regno Unito è uno dei paesi più liberali dal punto di vsta economico, per questo non ci si aspetta misure molto restrittive dovute al BREXIT, a meno che non ne tragga beneficio l’economia Britannica.

4. Libertá di movimiento

  • Visto da turista con limitazione di tempo: così come accade in Canada in cui tale visto ha una validitá di soli 3 mesi. Molto probabile. Sicuramente si dovrá dare spiegazioni sul luogo in cui si alloggerá, se è stato giá acquistato un biglietto aereo di ritorno o su quali fondi contiamo per affrontare il nostro soggiorno.
  • Visto da studente: La cosa più sicura è che non sará necessario in quanto l’istruzione, sia da un punto di vista linguistico che universitario, rappresenta un grande business del paese.
  • Dogane: Probabilmente le restrizioni su alcol, tabacco, cibo, soldi contanti ecc saranno più severe al fine di evitare il contrabando.

La cosa più probabile: Non vi è quasi alcuna restrizione di movimento superiore a quella esistente giá oggi. Quello che tenderá ad aumentare sará il numero e il tipo di controlli effettuati alla dogana per poter  entrare nel paese.

Pro e Contro del BREXIT:

PRO

1. Moneta svalutata. Ora è decisamente più conveniente viaggiare in Regno Unito sia per studiare l’inglese, sia in qualitá di turista.

2. Il popolo si è espresso. In precedenza, era un disagio convivere con un “fratello” che voleva rendersi indipendente ma la “madre” non voleva. Ora con il BREXIT, il Regno Unito ha ottenuto ciò che desiderava. E finalmente ha avuto fine una campagna così “pesante”.

3. Finalmente finiranno i commenti del tipo “gli immigrati rubano i nostril benefits”. Ora con il BREXIT possiamo assicurare che ciò non accadrá (non che prima accadesse, ma va bene così!).

4. Col ridursi dell’immigrazione, aumenterá la richiesta di lavoro da parte delle imprese, si incrementeranno gli stipendi e inoltre si ridurrá la richiesta di immobili in cittá come Londra, il che permetterá un decremento di prezzi della famosissima bolla immobiliare.

CONTRO

1. Incertezza. Non sappiamo cosa accadrá nel giro di due anni e anche se non si prevedono grandi cambiamenti, l’incertezza derivante dal BREXIT non è un bene per nessuno.

2. Alcune operazioni richiedernno più tempo e la burocrazia sará più lenta: NIN, conto in banca, registrarsi al GP ecc…

3. La UE garantiva una serie di diritti e offriva una serie di servizi come ad esempio il prestito studentesco, che però non dovrebbero subire grandi variazioni.

Per il momento i contro non sono molti. Probabilmente sará più arduo trovare impiego ma fino a quando ci sará crescita economica e richiesta di lavoro nel paese, non ci sará alcun problema.

BREXIT: Conclusione

Per ora nulla è cambiato in seguito al BREXIT, e la cosa più sicura è che niente cambierá in maniera radicale o significativa. E nel caso dovesse esserci qualche cambiamento, questo non si verificherá se non prima di due anni. Per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Il Regno Unito resta comunque un paese forte con un tasso di disoccupazione al 5% in cui è ancora possibile trovare una buona posizione lavorativa. Si tratta di una delle nazioni più antiche d’Europa che sicuramente vale la pena visitare e inoltre sará sempre la meta ideale per imparare l’inglese o intraprendere una carriera universitaria.

Qualunque cambiamento dovesse derivare dal BREXIT, verrá immediatamente riportato e discusso in questo stesso articolo.

  • Marcello

    “Tutti i prestiti studenteschi validi fino all’anno accademico 2017/2018, sono garantiti dal governo britannico.”
    Io sapevo fino al 2016/2017 e poi non sa se continueranno. Sbaglio?

    • Ciao Marcello!
      No, fino all’anno accademico 2017/2018! L’inghilterra ha due anni di tempo per concretizzare l’uscita, che essendo stata nell’anno 2016, verra` concretizzata nel 2018!
      Se hai altri dubbi non esitare a chiedere 🙂

  • Pingback: Riconoscimento degli Studi Italiani in UK . – genuinebritishengineer()

  • osteria della corte osteria de

    Ciao! Immagino che questo articolo sia stato scritto tempo fa… a oggi è cambiato qualcosa? O sostanzialmente e ancora tutto invariato?
    Grazie mille! Io dovrei partire a fine maggio per una breve esperienza lavorativa (tre mesi)
    Sabina

    • Giorgio – Trucchilondra.com

      Ciao!

      L’articolo è stato preparato poco dopo il risultato del referendum, ma abbiamo continuamente aggiornato il contenuto con le informazioni che via via arrivavano.

      Stiamo preparando un nuovo resoconto sulla Brexit ma siamo ancora in attesa di quelli che possono essere gli sviluppi delle prossime settimane per completarlo e pubblicarlo.

      Al momento la situazione è sempre la stessa, e salvo stravolgimenti inimmaginabili dovrebbe rimanere tale almeno per tutti i prossimi due anni in cui si svolgerà il negoziato tra il Governo e l’Unione Europea.

      Quindi per fare qualche esempio:

      basta la carta di identità per entrare nel paese https://trucchilondra.com/carta-identita-passaporto-inghilterra/
      è utile avere il passaporto per aprire un conto in banca https://trucchilondra.com/aprire-conto-corrente-inghilterra/
      si può richiedere il NIN per lavorare e non serve nessun visto per i cittadini UE https://trucchilondra.com/national-insurance-number/

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