Brexit: Quali Conseguenze per gli Italiani Residenti in Gran Bretagna?

Brexit

Il 23 giugno del 2016 è stato indetto, in tutto il Regno Unito, un referendum non vincolante riguardo la possibilità di uscire dall’Unione Europea che come già saprai ha visto la vittoria dei “Leave” ovvero dei sostenitori dell’uscita, rinominata Brexit.

Per questo motivo, se vivi nel Regno Unito o stai pensando di trasferirti nell’isola di Sua Maestà nei prossimi mesi, ti starai sicuramente domandando cosa succederà ora.
«Ho bisogno di un visto?» «Posso lavorare legalmente?» «Posso viaggiare con la Carta d’Identità o necessito del passaporto
Di seguito analizzeremo e daremo una risposta a tutte queste domande:

Riassunto: Il 29 Marzo 2017 è stata consegnata ufficialmente la notifica dell’attuazione dell’ art. 50 del trattato di Maastricht al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

Questa lettera, redatta dal primo ministro Theresa May, in sostanza, sancisce l’avvio alla procedura della Brexit. Questo significa che l’uscita del Regno Unito dall’ UE sarà effettiva il 29 Marzo del 2019.

Fino ad allora, rimarranno intatti i diritti e gli obblighi dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito.

In questi due anni precedenti all’attuazione definitiva della Brexit, stanno avendo luogo le negoziazioni tra Regno Unito e Unione Europea. Da queste si evincerà l’accordo finale che marcherà il futuro delle relazioni commerciali, sociali e lavorative dello UK con la UE.

La cosa più importante per chi vive in Gran Bretagna è che i cittadini europei residenti già da prima della Brexit potranno tranquillamente continuare a viverci (non verranno espulsi) in virtù della Convenzione di Vienna del 1969.

Cronologia

17 Dicembre 2015: il European Union Referendum Act 2015, legge che stabilisce di tenere un Referendum sulla permanenza del Regno Unito all’interno dell’Unione Europea, riceve il royal assent ed entra in vigore.

23 Giugno 2016: viene attuato il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea: il 51,89 % dei cittadini britannici vota a favore dell’uscita.Referendum Brexit

26 Gennaio 2017: il governo britannico presenta la European Union Bill alla Camera dei comuni.

13 Marzo 2017: la European Union Bill riceve l’approvazione definitiva dalla Camera dei comuni.

16 Marzo 2017: la European Union Bill riceve il royal assent ed entra in vigore.

29 Marzo 2017: L’ambasciatore del Regno Unito presso l’Unione Europea consegna ufficialmente la lettera del primo ministro Theresa May al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dando così l’avvio alla procedura dell’articolo 50.

10 Novembre 2017: La premier britannica Theresa May propone l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea per le ore 23:00 locali del 29 Marzo 2019.

Fonte: Wikipedia

Brexit: 10 Domande Frequenti

1. Posso lavorare legalmente nel Regno Unito con un passaporto europeo?

Si, dovrai solo ottenere il NIN e seguire questi consigli per lavorare nel Regno Unito.

2. Necessito del passaporto per entrare nel Regno Unito?

No, la Carta d’Identità è sufficiente, anche se il passaporto potrebbe rivelarsi utile per altri movimenti, come aprire un conto in banca e ottenere il NIN.

3. Ho necessariamente bisogno di acquistare anche un viaggio di ritorno per avere accesso nel Regno Unito?

No, per ora e fino a nuovo avviso, hai diritto a vivere e lavorare nel Regno Unito a tempo indeterminato senza dover dare alcuna spiegazione.

4. Dovrò abbandonare il Regno Unito una volta che questo sarà definitivamente fuori dall’Unione Europea?

No, il governo ha garantito che qualunque sia la negoziazione con ogni Paese e con l’Europa in generale, i cittadini europei che già vivono nel Regno Unito, non perderanno il loro diritto di risiedere nel paese.
Parole chiare del Governo inglese: “There will be no change for EU citizens already lawfully resident in the UK”.

5. Devo ottenere la nazionalità Britannica?

Come vuoi, ma non è necessario. Se vivi e lavori legalmente nel Regno Unito non avrai alcun problema anche dopo la sua uscita dall’Unione Europea. D’altro canto, se hai progetti di vita a lungo termine nel Regno Unito e possiedi tutti i requisiti necessari, potrebbe essere un passo interessante da compiere.

6. Possono negarmi di entrare nel Paese?

Assolutamente no. Se possiedi una Carta d’Identitá valida o un passaporto europeo in vigore e non hai precedenti penali o ingresso proibito nel paese a causa di ragioni criminali, potrai entrare ed uscire liberamente dal paese quando vuoi.

7. Cosa succederà ai miei risparmi depositati su un conto corrente britannico?

Niente! Succeda quel che succeda, questo conto bancario è tuo e potrai sempre trasferire i tuoi soldi a un qualsiasi altro conto bancario europeo. Solo tu puoi chiudere tale conto bancario qualora lasciassi il Paese e di conseguenza smetteresti di essere un residente dello stesso. In questo post ti spieghiamo come aprire un conto corrente bancario in Regno Unito.

8.Cosa succede con i contributi versati alla Previdenza Sociale nel Regno Unito?

Dipenderà dall’accordo definitivo a cui giungeranno il governo britannico e quello europeo, ma tenendo conto della quantità di britannici residenti nel resto d’Europa, questo accordo sarà sicuramente favorevole e tali contributi saranno trasferiti alla Previdenza Sociale del paese in questione. Esistono già degli accordi preliminari tra Paesi per assicurare il mantenimento dei rispettivi contributi.

9. Che ne sarà della patente di guida europea?

Probabilmente tra circa un anno, se continuerai a vivere nel Regno Unito, dovrai convertirla in patente Britannica. Un’operazione facile e veloce.

10. Sto frequentando l’università in Gran Bretagna. Cosa succederà al mio prestito studentesco con la Brexit?

Tutti i prestiti studenteschi validi fino all’anno accademico 2017/2018, sono garantiti dal governo britannico. Non hai quindi nulla di cui preoccuparti. Se invece la tua idea è quella di iniziare l’università in Gran Bretagna nel giro di un anno e tutto ciò dipende dall’eventuale concessione di uno student loan, non ti resta che aspettare di vedere cosa succederà alla fine.

Quali cambiamenti comporterà la Brexit nel Regno Unito?

Come abbiamo già detto, dovremmo aspettare la finalizzazione delle negoziazioni per sapere con certezza gli effetti di questo referendum sul Regno Unito e come cambieranno i suoi rapporti con i singoli paesi facenti parte dell’UE. Nonostante tutto, la cosa più probabile è che la situazione cambierà a malapena, questo perché:

1. Lo scarto di voti tra i favorevoli e i non favorevoli all’uscita dall’Unione Europea è stato solo dell’1% seguito da una grande mobilitazione di cittadini che hanno chiesto di ripetere nuovamente il referendum e annullare momentaneamente il risultato appena decretato vincente. Benché non vi sarà un nuovo referendum, la pressione per non uscire dall’UE è davvero enorme.

2. L’attuale presidente del paese, Theresa May, è pro-Europa e, al tempo, fece campagna elettorale affinché il paese non uscisse dall’Unione Europea.

3. I principali leader della campagna favorevole all’uscita dall’Unione Europea si sono dimessi o ritirati e qualcuno ha riconosciuto che alcuni dati della campagna erano falsati.

4. L’economia del Regno Unito è in crescita e per questo motivo hanno bisogno di manodopera che fino ad ora proveniva da altri paesi europei. Quindi, per quanto potranno esserci delle restrizioni, il Regno Unito ha bisogno di lavoratori europei in tutti i settori.

5. Un milione di britannici vivono permanentemente in Europa. L’accordo post-Brexit dovrebbe essere benefico per gli europei residenti in UK dal momento che un gran numero di britannici vive e lavora in diversi paesi europei con tanto di pensione, contributi versati, utilizzo della Previdenza Sociale ecc. 

Una volta tenuto conto di tutto ciò, i cambi che potrebbero verificarsi sono a livello:

1. Lavorativo

  • Numero Massimo di visti all’anno ai cittadini di un determinato paese. Questo accade attualmente anche in Australia o in Canada.
  • Necessità di ottenere un contratto di lavoro da un’azienda o un’agenzia al fine di poter ottenere il NIN.
  • Proibizione di usufruire dei servizi pubblici se il cittadino non ottiene un lavoro in un periodo di tempo stabilito.
  • Concedere visti solo nei settori in cui vi è necessità di manodopera, così come avviene in Australia.

La cosa più probabile: finché l’economia cresce e si ha bisogno di manodopera, il Regno Unito permetterà ai cittadini europei di lavorare senza restrizioni. Ad ogni modo le cose possono cambiare e il numero di NIN rilasciati potrebbe essere limitato.

2. Sociale

  • Limitare i servizi pubblici ai cittadini britannici ed escludere i residenti benché abbiano un lavoro: molto poco probabile.
  • Permettere di usufruire di servizi pubblici e dei benefits (assegni di disoccupazione) solo a condizione che si abbia un lavoro o un periodo minimo di contribuzione: molto probabile.
  • Eliminare l’assistenza medica per casi non urgenti, vale a dire invalidare la Tessera Sanitaria Europea: molto poco probabile. Sicuramente è fondamentale avere un lavoro o la residenza nel suddetto paese o arrivare ad un accordo con il paese di origine affinché, successivamente, paghi la fattura medica. È quasi sicuro che non sarà necessaria l’assicurazione medica per viaggiare in UK. D’altro canto, l’assistenza medica d’urgenza (pronto soccorso) continuerà ad essere garantita.
  • Contributi: Dipende al 100% dall’accordo che si stipulerà con i singoli paesi, ma sarà sicuramente favorevole, almeno per quelli già versati.

La cosa più probabile: non cambierà molto con la Brexit, ci saranno solo delle limitazioni che da anni vengono reclamate nel Paese. Questo è dato dalla volontà di essere sicuri che solo chi realmente contribuisce al mantenimento e allo sviluppo dello stesso potrà ricevere qualcosa dallo stato.

3. Finanziario

  • Aprire un conto bancario solo se si ha un contratto di lavoro (attualmente il passaporto è sufficiente): molto probabile.
  • Rincaro delle commissioni per effettuare bonifici internazionali, non facendo più parte dell’accordo europeo SEPA. Ma si potrà sempre usare Transferwise.
  • Maggiori difficoltà nell’aprire un’azienda? Molto poco probabile, in quanto tutti i Paesi vogliono che si investa e si creino posti di lavoro.
  • Tasse: molti Paesi europei e il Regno Unito hanno già un accordo che prevede una doppia imposizione di tasse che sicuramente non sarà modificato.

La cosa più probabile: il Regno Unito è uno dei Paesi economicamente più liberali, cosa per cui non ci si aspettano misure restrittive dopo la Brexit, soprattutto per chi contribuisce all’economia britannica.

4. Libertá di movimiento

  • Visto da turista con limitazione di tempo, così come accade in Canada in cui tale visto ha una validitá di soli 3 mesi. Molto probabile. Sicuramente si dovrá dare spiegazioni sul luogo in cui si alloggerá, se è stato giá acquistato un biglietto aereo di ritorno o su quali fondi contiamo per affrontare il nostro soggiorno.
  • Visto da studente: la cosa più sicura è che non sará necessario, in quanto l’istruzione, sia da un punto di vista linguistico che universitario, rappresenta un grande business del paese.
  • Dogane: Probabilmente le restrizioni su alcol, tabacco, cibo, soldi contanti, ecc. saranno più severe al fine di evitare il contrabando.

La cosa più probabile: Non vi è quasi alcuna restrizione di movimento superiore a quelle già esistenti oggi. Quello che tenderá ad aumentare sarà il numero e il tipo di controlli effettuati alla dogana per poter entrare nel paese.

Conseguenze della Brexit per il Regno Unito

Una delle possibilità è che smetta di far parte del mercato unico que è presente all’interno dell’Unione Europea. Questo mercato è costituito non solo dal commercio in sé, ma anche dal movimento di persone, beni e capitali.

Molti giovani si sono lamentati di perdere delle opportunità per studiare e lavorare nel resto dei Paesi europei. Fino a quando il processo di uscita non sarà completato non sapremo se sarà effettivamente un problema per loro.

Conseguenze della Brexit per i Paesi dell’UE

Una  delle conseguenze potrebbe essere l’impossibilità di entrare nel Paese con la stessa libertà che si ha oggi: potrebbe essere richiesto un visto, oltre al passaporto. Questo potrebbe essere molto probabile dato che l’immigrazione di massa degli ultimi anni è stato uno dei fattori scatenanti principali della Brexit.

In principio gli europei che già vivranno nel Regno Unito o che vogliano farlo, verranno divisi in tre categorie:

  1. Coloro che già hanno diritto alla residenza permanente.
  2. Chi vive nello UK senza una residenza permanente.
  3. Gli europei che vogliono entrare nel Regno Unito dopo la Brexit.

Nel primo caso ci si aspetta che chi è già in possesso della residenza permanente, la mantenga, così come coloro che ne hanno diritto la ricevano.

Nel secondo caso non ci dovrebbero essere comunque problemi, sempre che si conseguano i documenti necessari per rimanere nella legalità.

Per coloro che rientrano nel terzo caso, non si può prevedere nulla con certezza finché non saranno terminate le negoziazioni del Brexit.

A fine Giugno 2017, la Presidente Theresa May ha dichiarato che tutti i cittadini europei che già risiedono stabilmente e hanno intenzione di rimanere nel Regno Unito, avranno bisogno di un documento speciale che ne indichi le motivazioni.

In principio per tutti coloro che hanno vissuto per almeno 5 anni di seguito nel Regno Unito non sarà un problema ottenere la residenza permanente, dato che gli spetterà di diritto. Chi, invece, avrà avviato le procedure durante il 2016 (anno del referendum) dovrà realizzare di nuovo l’iter per dimostrare i 5 anni di residenza nel Paese.

Per i semplici turisti, sappiate che la svalutazione della sterlina è già avvenuta, quindi è il momento ideale per il cambio sterlina-euro. Di sicuro si risparmierà qualcosa viaggiando nel Regno Unito in questo periodo.

Pro e Contro della Brexit:

PRO

1. Moneta svalutata. Ora è decisamente più conveniente viaggiare nel Regno Unito sia per studiare l’inglese, sia in qualitá di turista.

2. Il popolo si è espresso. In precedenza, era un disagio convivere con un “fratello” che voleva rendersi indipendente contro la volontà della “madre”. Ora con la Brexit, il Regno Unito ha finalmente ottenuto ciò che desiderava.

3. Avranno fine i commenti del tipo “gli immigrati rubano i nostri benefits”. Ora con la Brexit possiamo assicurare che ciò non accadrà.

4. Con il ridursi dell’immigrazione, aumenterá la richiesta di lavoro da parte delle imprese, si incrementeranno gli stipendi e inoltre si ridurrá la richiesta di immobili in cittá come Londra, il che permetterá un decremento di prezzi della famosissima bolla immobiliare.

CONTRO

1. Incertezza. Non sappiamo cosa accadrà dal 29 Marzo 2019, ma anche se non si prevedono grandi cambiamenti, l’incertezza derivante dalla Brexit non è un bene per nessuno.

2. Alcune operazioni richiedernno più tempo e la burocrazia sará più lenta: NIN, conto in banca, registrarsi al GP ecc…

3. La UE garantiva una serie di diritti e offriva una serie di servizi come ad esempio il prestito studentesco, che però non dovrebbero subire grandi variazioni.

Per il momento i contro non sono molti. Probabilmente sará più arduo trovare impiego ma fino a quando ci sará crescita economica e richiesta di lavoro nel paese, non ci sará alcun problema.

Conseguenze Brexit

Brexit: Conclusione

Per ora nulla è cambiato in seguito alla Brexit e la cosa più probabile è che niente cambierá in maniera radicale o significativa.

Il Regno Unito resta comunque un Paese forte con un tasso di disoccupazione al 5% in cui è ancora possibile trovare una buona posizione lavorativa. Si tratta di una delle nazioni più antiche d’Europa che sicuramente vale la pena visitare e inoltre sará sempre la meta ideale per imparare l’inglese o intraprendere una carriera universitaria.

 

Qualunque cambiamento dovesse derivare dalla Brexit, verrá immediatamente riportato e discusso in questo stesso articolo.

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